
Si tratta di un tracciato in costante pendenza che partendodalla Stazione di Paliano, sulla statale Prenestina, sale verso Serrone,Piglio, Acuto per ridiscendere verso Fiuggi. Un percorso che vale la penapercorrere in bici, ma anche a piedi, lungo 25 km, con un tratto che taglia lamontagna e offre un paesaggio meraviglioso quanto impressionante. L’hodescritto in un libro- guida, con lo scopo di pubblicizzare quest’opera, forsepoco conosciuta e apprezzata, come invece meriterebbe.
Il racconto non è solo ladescrizione della pista, ma anche delle sensazioni che si provano, dellabellezza del pedalare da soli e in compagnia, per mostrarla attraverso le foto scattatelungo il percorso negli anni.
Si tratta di un tracciato in costante pendenza che partendodalla Stazione di Paliano, sulla statale Prenestina, sale verso Serrone,Piglio, Acuto per ridiscendere verso Fiuggi. Un percorso che vale la penapercorrere in bici, ma anche a piedi, lungo 25 km, con un tratto che taglia lamontagna e offre un paesaggio meraviglioso quanto impressionante. L’hodescritto in un libro- guida, con lo scopo di pubblicizzare quest’opera, forsepoco conosciuta e apprezzata, come invece meriterebbe.
Il racconto non è solo ladescrizione della pista, ma anche delle sensazioni che si provano, dellabellezza del pedalare da soli e in compagnia, per mostrarla attraverso le foto scattatelungo il percorso negli anni.

“Ogni tratto della pista ha una caratteristica peculiare, chestimola i nostri cinque sensi in maniera diversa e che cambia da stagione astagione: la vista, con il panorama che si trasforma a mano amano che si saledi quota; l’udito, con il fruscio delle ruote sul terreno spesso coperto difoglie e dei pedali (anche del motorino della bici assistita) che ti accompagnacome una nenia quando pedali in solitudine; l’olfatto, che percepisce i diversiodori provenienti dalla vegetazione, chevaria di continuo anche per la presenza di animali, per la diversa direzionedel vento e per la sua intensità; il tatto, stimolato dall’aria che sischiaccia sul viso per effetto del movimento della bici; da quello riesci apercepire la velocità che hai raggiunto e la necessità o meno di attivare ifreni. Spesso è una reazione meccanica, istintiva, che fai mentre pensi adaltro. Per ultimo il gusto, che riusciamo a soddisfare perché lungo il percorsoe nelle diverse stagioni, ci sono alberi che invitano ad assaggiare i loro frutti:i fichi, le prugne e le ciliegie in estate, le more in gran quantità all’iniziodell’autunno e persino le giuggiole, un frutto ormai dimenticato che non sitrova dal fruttivendolo, dolcissimo, ingrediente principale di un particolareliquore, il brodo di giuggiole, da cui anche il detto andare in brodo digiuggiole, per dire che si è molto contenti”.




