Gli Articoli della Paliano Campus

La storia della Azienda dalla Coccia alla Paliano Campus
Aggiornamento  
January 5, 2024
di  
Stefano Pacciani
Sottotitolo 
Storia dell’azienda fondata da Serafino Coccia nel 1870a Paliano (FR)

Con questo progetto vogliamo recuperare la memoria dell’azienda pirotecnica fondata da Serafino Coccia nel 1870, ereditando un piccolo laboratorio per la lavorazione dei fuochi d'artificio; lo aveva realizzato Domenico Coccia con l'aiuto dei suoi due figli, Alfredo e Serafino che lo trasformò una delle prime società iscritte alla Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Frosinone.

Come Presidente della Coccia Pirotecnica s.r.l., nel 2008 ebbi l’onore di ritirare l’attestato dei 100 anni di appartenenza dall’allora Presidente di Confindustria Luca Montezemolo venuto a Frosinone per l’occasione.

Non ci sono molti documenti che raccontano la storia di quest’azienda, ma qualcosa ho recuperato anche dai miei ricordi, per averla frequentata fin dagli anni ’60 essendo amico di Paolo, uno dei discendenti di terza generazione del fondatore.

La ditta nasceva ai piedi della collina di Paliano, circondata da un’area di rispetto, che con l’espansione del paese divenne sempre più insufficiente.

Parte del territorio era coltivato a vigna, con la collaborazione degli stessi operai che in occasione della vendemmia tornavano a fare i contadini. Paolo ed io eravamo addetti, con il camion aziendale, al trasporto dei “Biunzi”, i fusti di legno ricolmi di grappoli di uva cesanese verso la cantina del paese.

Paliano negli anni '20

Il manifesto seguente ci racconta che la ditta nasce molti anni prima della Grande Guerra, producendo fuochi d’artificio, e continuò a farlo fino agli anni ’80 del Novecento.

Con le due guerre mondiali modificò per forza di cose la sua produzione verso gli armamenti e divenne fornitore delle tre forze armate: Aeronautica, Esercito e Marina.

Non abbandono però i fuochi artificiali, tanto che nel 1933 vinse il primo premio e la Coppa dell’Urbe alla gara nazionale che si svolse a Roma.

Erano della ditta Coccia i fuochi d’artificio sparati a Roma durante la visita di Hitler nel 1938 e quelli sparati al termine del film Carosello Napoletano (1954) del regista Ettore Giannini, con Sophia Loren, Paolo Stoppa e Tina Pica.

Come recita il secondo manifesto scritto da Serafino : ” Tra le tradizioni care al popolo italiano quella dei fuochi artificiali ha sempre occupato un posto di primo piano”, annunciando il ritorno a questa arte con novità per i prossimi spettacoli pirotecnici, dopo la pausa della guerra.

Serafino ebbe ben 11 figli, tre dei quali lavorarono con lui Alberto, Quinto e Sesto, che hanno rappresentato la seconda generazione dell’azienda.

Alberto, il chimico, direttore tecnico intestatario della licenza di fabbricazione esplosivi; aveva il suo ufficio – laboratorio in una delle casette rosse che caratterizzano lo stabilimento.

Quinto, è stato il commerciale della società, che si occupava dei contratti con le Forze Armate e delle relazioni commerciali con i fornitori.

Sesto, era l’artista estroso che ha creato molti artifizi dai colori sempre più belli, fino a superarsi durante lo spettacolo pirotecnico che aprì e chiusele Olimpiadi di Roma del 1960. Quattro anni dopo la ditta fu scelta per le Olimpiadi di Tokio.

La seguente è una delle rare foto che ritrae uno dei locali di lavorazione con la scritta “Vietato Fumare” e la presenza di tante donne intorno al tavolo da lavoro, che era principalmente manuale. Si usavano oltre alle polveri esplosive, tanta carta, cartone, colla, catrame e latta.

Preparazione dei Fuochi d'Artificio
Manifesto
Comunicazione

La Fabbrica ha dato lavoro a molte persone di Paliano e purtroppo, come quasi tutte le aziende di questo settore molto rischioso, ha avuto due gravi  incidenti.

Il primo accadde il 10 marzo 1950, una tremenda esplosione scosse tutto il paese mandando in frantumi quasi tutti i vetri delle finestre delle case del centro storico. Il bilancio fu tragico: un morto e due feriti gravi. Un analogo incidente avvenne il 4 ottobre 1960 e come il precedente contò un morto.

Dopo la scomparsa del capostipite, l’azienda continuò nella produzione dei fuochi artificiali ed i artifizi e caricamenti di proiettili e fumogeni per le FF.AA., cui si aggiunsero i lacrimogeni per la Polizia, gli stessi che nel ’68 spararono contro gli studenti universitari della Sapienza, compresi Paolo e il sottoscritto.

Negli anni ’80 toccò a Paolo, rappresentante della terza generazione, prendere le redini dell’azienda, che abbandonò la tradizione dei fuochi artificiali, per dedicarsi esclusivamente agli armamenti, dotandosi di nuovi capannoni e attrezzature, dopo aver acquisito importanti commesse.

Lo stabilimento fu poi venduto alla BPD di Colleferro, quando Paolo fu assunto come responsabile commerciale per l’Italia, collaborando con Enrico Bondi da poco incaricato dalla FIAT a occuparsi del risanamento della società, che incrementò il settore Spazio a scapito di quello militare.

Quando entrambi alla fine degli anni ’90 lasciammo la BPD, diventata FIAT AVIO, Paolo riacquisì la fabbrica di Paliano e io presi il ruolo di Direttore Tecnico e titolare delle licenze, poi di A.D. e infine di Presidente.

E’ stato un periodo difficile per il settore militare, fino a che, da un lato per la mancanza di nuove commesse, dall’altro per l’espansione del paese con nuove abitazioni sempre più vicine che ne limitarono la capacità di produzione e immagazzinamento degli esplosivi, determinarono la chiusura dello stabilimento e la restituzione delle licenze alla Prefettura.

Negli anni seguenti abbiamo lavorato a una sua riconversione fino ai giorni nostri quando, dopo la scomparsa di Paolo, con Carmelo e Roberto abbiamo rilevato la società e il sito, per continuare quel progetto.  

In ricordo di questa storia stiamo allestendo una mostra permanente presso uno dei locali più caratteristici (che vedete in foto), dove saranno raccolti le attrezzature e i documenti rimasti.